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Di Prof. Mario Costa
L’anniversario non sarebbe passato inosservato, comunque. Ma la doppia esplosione in una stazione di servizio a Roma e, dopo alcuni giorni, la morte di Claudio Ercoli, che era rimasto seriamente ustionato, hanno riportato alla mente dei cassinati la tragedia dell’Asbit Supegas, un deposito di distribuzione di bombole nel quartiere San Bartolomeo. Qui, 48 anni fa, persero la vita quattro vigili del Fuoco a seguito delle ustioni riportate. Erano accorsi per far fronte ad una fuga di gas durante il travaso da un’autobotte al serbatoio di immagazzinamento. Morirono anche due civili, mentre un quinto vigile, Mario Di Giorgio, riuscì a sopravvivere, continuando poi una brillante carriera nel Corpo. Anche a Roma, pare ormai accertato, sarebbe stata una perdita di Gpl durante le operazioni di scarico da un serbatoio ad un’autocisterna a causare il disastro di via Gordiani. Tristi affinità dunque tra i due episodi.

Questo sabato, 12 luglio, nella caserma di via Santa Scolastica, davanti al monumento loro eretto, verrà rinnovata la tradizionale cerimonia in ricordo delle quattro vittime, decorate di medaglia d’oro al valor civile alla memoria: i capisquadra Bernardo Germani e Mario Di Santo, i vigili Antonio Valentino e Michele Passero, “caduti nell’adempimento del proprio dovere in Cassino il 12. 07. 1977”: è l’epigrafe nella lastra di marmo affissa in occasione dell’inaugurazione dell’attuale sede del distaccamento di Cassino.

Un ricordo riconoscente al loro sacrificio, un pensiero ai familiari e un ideale grazie, per l’occasione, lo rivolge loro pubblicamente il sindaco Enzo Salera, interprete anche del sentire della sua amministrazione e di tanti cittadini nei quali il ricordo di quella tragedia non si è cancellato nella memoria.

Luigi Galano, attivissimo vigile del Fuoco, rappresentante sindacale Cgil, in pensione da alcuni anni ma con l’animo del vigile ancora militante, in servizio permanente anche se non più effettivo, rievoca la tragedia di quel triste giorno e, sempre proiettato in avanti, parla degli enormi miglioramenti riguardo alla sicurezza degli operatori di un servizio “pericoloso, irto di incognite ma affascinante” dice, che ci sono stati in quasi mezzo secolo da allora. Indubbiamente a cominciare dall’equipaggiamento, dai dispositivi di protezione, dagli elementi di prevenzione, moltissimo è stato fatto. “La vicenda dell’Asbit è stata una vicenda che ha fatto scuola per correttivi e indicazioni recepite nelle linee guida”, dice ancora Galano. Ricorda, con malcelato orgoglio, l’obiettivo raggiunto dopo il superamento di tanti ostacoli, grazie ad una tenace battaglia, per la nuova e moderna caserma per il Distaccamento di Cassino del Comando provinciale. Attualmente conta nove unità operative. La struttura in parte è “caserma”, altra parte sarà polo didattico. A partire da settembre prossimo, infatti, una parte fungerà da sede di istruzione per i Vigili del Fuoco.

Un’ultima considerazione. Il numero del personale, per un territorio come il Cassinate, dovrebbe salire, e di molto. Per questo periodo particolare dell’anno, opera anche un distaccamento regionale con sede a Ceprano, utilizzando personale libero dai turni di servizio. Ma serve di più per un servizio irrinunciabile a tutela del cittadino verso il quale non tutti hanno la vocazione. Qualcuno, infatti, ha opportunamente detto che “quando un uomo diventa un vigile del fuoco, compie il suo più grande atto di coraggio. Quello che fa dopo, rientra tutto nella prassi”.

L’articolo L’anniversario della vicenda dell’Asbit Supergas 48 anni fa, il mestiere di Vigile del Fuoco, il Distaccamento di Cassino. proviene da Dossier Quotidiano.
